giovedì 22 novembre 2007

martedì 12 giugno 2007

[World Cup 2007 #2] A Champéry, Sam Hill dimostra che non ce n'è per nessuno: il nuovo mostro è lui

Week end di Coppa del Mondo intenso, nella svizzera Champéry. Il paesino delle Portes du Soleil, al confine con la Francia, si è illuminato grazie alla mountain bike, coronando con un finale thrilling la finale del downhill maschile. Sull'hot seat, Matti Lehikoinen era confortato dalla pioggia che stava scendendo ormai da una ventina di minuti, abbondante e incessante. Se la rideva a vedere gli altri rider impigliati nelle reti di protezioni dopo una scodata di troppo sul fango della pista zuppa. «Ice, it seams to ride on ice!» è stato il commento di David Vazquez Lopez, grande "vecchio" sceso quando è iniziato il diluvio. I tempi si assestava su un "+40" o addirittura un "+50" secondi rispetto ai tempi a pista asciutta. Solo Brendan Fairclough riusciva a limare qualche secondo, scendendo come se non piovesse, e rimanendo staccato di soli 35 secondi. Sua Maestà Nicolas Vouilloz subiva la pioggia, e arrivava con oltre un minuto e mezzo da Lehikoinen. Poi scende lui. "Er saponettaro". Samuel Hill from Australia, che nella semifinale aveva dato 15 secondi a tutti. Al primo intertempo è in vantaggio. Cala il gelo tra gli atleti che già gustavano il podio, con Steve Peat secondo e Fabien Barel terzo. Le immagini della tv ce lo fanno vedere che pennella le curve, sul ghiaccio citato prima da Vazquez. Scende come se nulla fosse. Pennella le ultime curve, sulle sponde del four-cross del giorno prima, salta dritto sul rettilineo del traguardo, sprinta a tutta. Un secondo e 63 centesimi. Di ritardo, è terzo. A soli 3 centesimi dal secondo posto di Peat. Rifilando, per la precisione, 1 minuto e 13 secondi a Vouilloz. E dico Vouilloz...

Il week end era iniziato con le impressioni dei rider, impressionati, che non avevano mai visto un tracciato così ripido. In effetti, un tracciato con una pendenza media del 27 per cento era assolutamente inedito, e ricordava a molti il tracciato, poco amato, del Monte Tamaro a Lugano, affrontato nei Mondiali del 2003. Anche lì c'era lo zampino di Claudio Caluori... Il giovedì, un fatto, oltre alla pioggia che è caduta ad intermittenza per tutta la settimana, ha segnato lo svolgersi della gara: Greg Minnaar, vincitore proprio a Lugano nel downhill, è caduto durante il sopralluogo a piedi della pista e, per evitare di scivolare a valle, si è aggrappato ad un ramo o ad una radice. Risultato: lussazione della spalla, e conseguente rientro in gara in extremis, e tutt'altro che in forma, dopo una rapida riabilitazione.

Le cadute hanno segnato l'intera tre giorni del downhill. Anche i rider di punta hanno accumulato fino a 5 cadute nella stessa discesa, sovente senza conseguenze, a causa dei tornanti molto stretti, che hanno costretto anche Minnaar e Vouilloz a montare pedali flat: c'è sempre una prima volta. Il tracciato iniziava in una zona non particolarmente felice per il folto pubblico (pagante, come tradizione svizzera) presente: zona stretta, nel fitto del bosco, con alcune piante tagliate per far posto alla pista lasciate bellamente a bordo pista, e che ciclicamente rotolavano, spostate da qualche spettatore distratto, sulla pista. Un paio di doppi spettacolari, più per la pendenza che per la tecnicità, caratterizzavano la prima parte. Qualche compressione e gli ultimi salti erano gli unici tratti artificiali su una pista lasciata sempre abbastanza integra, con radici, sassi, radici, massi lisci, radici. Insomma, radici e fango, le cose che sotto la pioggia sono le più scivolose in assoluto.

Il four-cross del sabato sera, in questo, è stato un'isola felice. Phil Saxena ha disegnato, a tempo di record e non senza difficoltà, un tracciato tecnico e in stile downhill nella parte alta, con molte rocce e una pendenza decisa, e lento, artificiale e fisico nella seconda parte, dopo il grande salto di un torrentello: due panettoni quasi in piano, due paraboliche piuttosto lente per il materiale "da cantiere" e un lungo rettilineo finale su asfalto, in stile Tour de France, hanno dato spettacolo e non hanno visto incidenti di rilievo. Un percorso che, conoscendo le doti di abilità e di sprint, sarebbe stato forse adatto al miglior Robbie McEwen... Molte manche si sono risolte infatti all'ultima curva, dove il rider in seconda posizione e in svantaggio tagliava la curva, per buttarsi sulla sponda prima di chi lo seguiva, tagliandogli la strada e costringendolo a rallentare, per poi giocarsi tutto nella volata con partenza quasi "da fermo", piuttosto inusuale se fatta su bici front da atleti in casco integrale e pettorina.
A farla da padrone, tra gli uomini, è stato l'intramontabile Brian Lopes

I risultati:
4X men
4X women
DH men
DH women.

Cronaca e foto da Pinkbike, e sempre da Pinkbike la bici di Sam Hill dopo l'impresa.
La gara di Edoardo Franco e Matteo Milliery, due giovani valdostani su 12VdA.it.
Le impressioni di Alan Beggin.

lunedì 14 maggio 2007

[World Cup 2007 #1] Vigo, spettacolo e pioggia. Sorprese per un inizio di stagione scoppiettante

Battaglia nel four-cross, grazie ad un tracciato che Phil Saxena ha tirato fuori dal cilindro con maestria, pieno di rocce, sassi, salti, varianti. Vince Anneke Beerten tra le donne, e Gee Atherton tra i maschi. Pioggia nel downhill, falsato da un acquazzone. Vincono Sabrina Jonnier, che mette un'eternità tra sé e le altre, e Marc Beaumont, che resiste al ritorno di Peat, Minnaar, Vazquez Lopez.
La foto è di Transcend Magazine, che ha immortalato Greg Minnaar nelle prove del four-cross. La galleria completa, qui.

giovedì 26 aprile 2007

La Norba snobba il four-cross, ma Lopes e Kintner non ci stanno

La "Norba series", e di conseguenza i campionati nazionali statunitensi di mountain bike, ha deciso di eliminare gli eventi di four-cross in favore del dual slalom.
Insomma, la volontà è quella di tornare al passato, in nome di uno spettacolo maggiore (opinabile) e di una maggiore sicurezza. Sta di fatto che sia Brian Lopes (nella foto), sia Jill Kintner, i due atleti più rappresentativi di questa disciplina nel mondo, entrambi bandiere della nazionale statunitense, boicotteranno l'evento. Ultima conseguenza, ma non ultima per importanza, sarà l'assenza di una maglia di campione nazionale nel 4X, che l'UCI e gli atleti hanno deciso di scegliere prioritariamente perché più spettacolare, più fisico e soprattutto più televisivo e coinvolgente per gli spettatori.
Tra gli atleti ammericani e gli appassionati si alza la richiesta di uniformare una volta per tutte i calendari e le discipline a livello mondiale: perché la Norba dovrebbe fare sempre in modo diverso rispetto agli altri? Già attualmente le discipline, due di resistenza (cross country e marathon) e due di velocità (downhill e four-cross), per non parlare delle decine di discipline diverse al di fuori dell'agonismo, sono tante e portano ad una iper-specializzazione, se andando da una parte all'altra dell'oceano vengono sostituite, chi vuole avvicinarsi a questo sport non sa proprio da che parte cominciare.
Il segnale interessante è che la richiesta di uniformità viene proprio dagli USA, solitamente estrosi ed elitari nella formulazione di calendari agonistici

lunedì 16 aprile 2007

Sea Otter Classic: vecchio e nuovo a confronto, aspettando il decollo della stagione

Ebbene sì, la stagione sta entrando nel vivo. Gli americani, che impazziscono per manifestazioni simili, hanno affollato gli stand e le manifestazioni "classiche", per quasi disertare le discipline veloci: pubblico quasi nullo, tutti a partecipare, con folle nel cross country e nelle varie competizioni su strada. Gara di apertura della stagione, simbolo della grandeur d'oltreoceano, evento unico delle due ruote, che siano grasse o magre, tassellate o slick, fiera che presenta ad inizio stagione le novità di quella successiva... La prima sorpresa è il grande ritorno di Jurgen Beneke, mezzo mito delle discipline veloci, secondo nel super downhill, sesto nel downhill vero e proprio, ottavo nel dual slalom: tutto con la stessa bici, come ai vecchi tempi.
Si sono rivisti i vari Nathan Rennie, Steve Peat, Jared Graves, Chris Kovarik, sempre in prima linea. Si sono riviste le gentil pulzelle Rachel Atherton, Fionn Griffiths, Melissa Buhl, Kathy Pruitt, Jill Kintner. La prima grande gara della stagione. Tutti con bici diverse per ogni disciplina, ovviamente.
Nel dual, che gli americani ciclicamente ripropongono al posto del four-cross non si sa bene per quale motivo, vince senza problemi un combattivo Mick Hannah, che vuole riproporre l'esordio di stagione 2006 che lo ha visto vincente a sorpresa in Coppa del Mondo a Vigo nel Dh, davanti a Jared Graves e Steve Peat, dopo dieci round dieci all'ultimo sangue. Tra le donne, vince la campionessa del Mondo Sabrina Jonnier, che ha la meglio sulla campionessa del Mondo Jill Kintner. Downhill e four-cross a confronto, nel dual ha meglio il primo. Terza Rachel Atherton.
Nel downhill, la domenica, vince la gara femminile la Atherton, davanti a Fionn Griffiths e Melissa Buhl, con la Jonnier solo quarta. Dopo molte edizioni, la classifica generale, il cosiddetto "Gravity omnium", non viene conteggiata. Per la gioia di Anneke Beerten, grande assente, ultima vincitrice: vedremo solo in Coppa se si ripeterà l'annata d'oro di Jill Kintner o se la Beerten potrà insidiarla.
Tra gli uomini, con una grande gara vince Rennie, davanti a Graves e Peat. Dietro Cédric Gracia e Brian Lopes. L'età si fa sentire, mica sono tutti dei Beneke...
Mancavano come detto la Beerten, ma anche Tracy Moseley, Greg Minnaar e Fabien Barel, oltre ad un Sam Hill che non ha brillato: i veri valori in campo si vedranno tra un paio di settimane, nel nord della Spagna, a Vigo.

sabato 24 marzo 2007

Nessuna sostituzione per Angel Fire Resort. World cup 2007 in cinque atti

La Coppa del mondo 2007 risulta monca: dopo il forfait di Angel Fire Resort, che doveva ospitare il 30 giugno e il 1° luglio prossimi la 4ª tappa della World cup di downhill e four-cross (oltre che la quinta tappa di cross country), l'UCI ha valutato numerose candidature nel Nordamerica per fare da "supplenti" alla località del New Mexico che ha ospitato più volte in passato la Coppa, sempre accogliendola timidamente con uno sparuto pubblico, anche a causa della quota elevata.
La favorita sembrava proprio la "Mecca" della disciplina, Whistler (foto), candidata ideale per ospitare la Coppa, ma la data, che cadeva proprio una settimana dopo i Crankworx, ha portato la località della British Columbia a rifiutare l'offerta.
La quinta tappa della World cup di cross country sarà recuperata nelle stesse date a Saint-Félicien, nel Québec.

mercoledì 14 marzo 2007

Online il nuovo sito di Alan Beggin, campione italiano di DH

Il pluricampione italiano di downhill, il padovano Alan Beggin (nella foto a Pila) ha finalmente uno spazio web tutto per sé. Lo potete trovare all'indirizzo alanbeggin.com.
Campione italiano assoluto di downhill ininterrottamente dal 2001 ad oggi, Beggin preferisce da sempre le piste tecniche e lente, dove può far valere le proprie doti e non viene penalizzato, contro rider più prestanti, per il suo peso leggero ed elenca la valdostana Pila, dove ha ottenuto il miglior risultato in Coppa del mondo con un ottavo posto, Schladming in Austria e Mont Buller in Australia come le sue piste preferite.
Il "veneto del downhill" racconta come è nata la sua passione per la mountain bike, e in particolare per il downhill: il suo esordio è avvenuto su una bici da corsa, «ho cominciato a fare competizioni ottenendo discreti risultati, ma senza riuscire a divertirmi davvero. Così ho deciso di "uscire di strada" e mi sono dato alla mountain bike: ho cominciato con il cross country ma, c'era da aspettarselo, mancava la velocità! Ed appena ho raggiunto l'età minima per poter partecipare alle competizioni, sono passato finalmente al downhill».
A 15 anni Alan vinceva già il Campionato italiano, a 19 ha iniziato, grazie ad alcuni sponsor, a fare gare anche fuori dai confini nazionali.
«Lo stile di discesa che preferisco è proprio quello australiano, ed anche quello americano, perché sono maggiormente influenzati dal freeride, non solo nel modo di scendere una montagna, ma anche nello stile di vita - conclude Beggin - se non fossi un rider di downhill, credo che correrei in moto, o in kart, ma sono contento di essere un downhiller perché mi permettere di scendere da qualsiasi parte mi venga in mente».
Beggin ha in programma di partecipare nel 2007 all'intero circuito della Coppa del mondo, ai Campionati europei di Elatohori Pieria, per la prima volta in Grecia, e ai Mondiali scozzesi di Fort William, oltre che ad alcuni appuntamenti del calendario italiano e ad alcuni contest urbani e "alternativi".

domenica 25 febbraio 2007

Coppa del mondo 2007 con copertura tv

La Coppa del Mondo 2007 sarà ripresa ufficialmente a spese dell'Unione ciclistica internazionale, grazie ad una collaborazione con Nissan, che diventa così il "main sponsor" della manifestazione.
Durante tutte le tappe della "World cup", verranno create trasmissioni di una trentina di minuti per ogni evento, sia esso cross country, marathon, four-cross o downhill, che saranno montabili e facilmente trasmettibili in tv in tutto il mondo.

martedì 30 gennaio 2007

Nico Vouilloz: ritorno in Coppa

Nicolas Vouilloz, francese dieci volte Campione del mondo di downhill, icona vivente della disciplina, ritiratosi dalle competizioni nel 2003, è tornato a gareggiare nel circuito della Avalanche cup, vincendo nel 2006 la mitica Megavalanche dell'Alpe d'Huez confermandosi inarrivabile in sella alla sua Lapierre, è intenzionato a rientrare a gareggiare in Coppa del mondo.
Vouilloz, che nel frattempo si è dato al rally e lo scorso anno è divenuto, abordo della sua Peugeot 206, Campione francese, ha confermato personalmente nei giorni scorsi l'intenzione di gareggiare nuovamente in downhill, dichiarando di partecipare con sicurezza alle tappe della World cup di Champéry, parte elvetica delle Ports du soleil, e di Schladming, in Austria. «Questa volta faccio sul serio - ha dichiarato - voglio soltanto divertirmi e vedere come è cambiato il livello in questi quattro o cinque anni in cui sono stato fermo: gli uomini più forti, specialmente Sam Hill,sembrano decisamente veloci e sarà difficile per me tornare nei "top 5"».
Vouilloz esordirà in Italia, a Pieve di Teco, non lontano da Sanremo.